8 Marzo “aneddotico”

8 MarzoAuguri alle donne

Conosco una storia carina su una donna, ancora (per restare in tema) delle Mille e una notte, che ho letto sul libro scritto da una donna (Fatema Mernissi, l’harem e l’occidente,Giunti, 2006), di cui sono venuto a conoscenza, a sua volta, tramite un’altra donna…

E’ la storia della “Donna dal vestito di piume”.

Hassan, un bel giovane di Bassora, in una notte stellata nota da un’alta terrazza un grande uccello tuffarsi nel mare. Meravigliato, scopre che non si tratta di un enorme pennuto, ma di una splendida donna che, spogliata del suo abito di piume, nuota nuda nel mare. Il giovane se ne innamora immediatamente, e furtivo le ruba l’alato vestito, che cela in un posto segreto.
Privata delle ali, la donna è ora in suo potere. Hassan la ricopre di ricchezze, vestiti, ed amore. Si sposano ed hanno due figli; lei ricambia il suo sentimento.
Ormai sicuro che la donna non volerebbe più via da lui, Hassan abbassa la guardia e non si preoccupa di partire di tanto in tanto per alcuni viaggi per aumentare le proprie ricchezze. Un giorno in cui l’innamorato è via, però, la donna ritrova il suo vestito di piume, e, senza pensarci un momento, stringe al petto i suoi figli, e vola via.
Hassan al suo ritorno scopre che la donna non aveva mai smesso di cercare le proprie ali, e appena ritrovatole ha ripreso il volo. La sua perdita lo getta nella disperazione. Trova però un suo messaggio sul quale è scritto che se vuole rivederla la troverà con i figli all’isola di Wak-Wak.
Quest’isola  non è però su nessuna carta geografica, e Hassan navigherà per tutta la vita per i sette mari (almeno nella versione orale, raccontata da donne di generazione in generazione) senza mai trovare, nè l’isola, nè la donna dal vestito di piume.

E’ con una certa meravigliata inquietudine che ritrovo sempre una certa verità in questo breve racconto.

 

8 Marzo “storico – istituzionale”

(da http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_della_donna)

L’origine

Preceduta da una marcia di 15.000 donne nel 1908 per il miglioramento delle condizioni di lavoro e l’ottenimento del diritto al voto, la prima festa della donna si è svolta il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti d’America.

La sua istituzione internazionale risale al 1910 nel corso della seconda Conferenza dell’Internazionale SocialistaCopenaghen nella Folkets Hus (Casa del Popolo) chiamata poi “Ungdomshuset“.
Qui più di 100 donne rappresentanti di 17 paesi scelsero di istituire
una festa per onorare la lotta femminile per l’ottenimento
dell’uguaglianza sociale.

Dal 1912 la festa vuole ricordare anche un grave incendio avvenuto nel 1911 a New York, nella Triangle Shirtwaist Company dove morirono 140 donne in prevalenza italiane ed ebree.

Nel febbraio del 1913
anche le donne russe parteciparono alla loro prima festa con l’intento
di dichiarare la loro posizione contro la guerra, ma si ritrovarono a
manifestare il 23 febbraio 1917 (l’8 marzo del calendario giuliano)
per la morte di circa 2 milioni di soldati russi morti in guerra. Le
proteste continuarono per vari giorni fintanto che lo Zar fu costretto
ad abdicare ed il governo dovette concedere il diritto al voto anche
alle donne. Da quell’anno la festa viene celebrata in una data fissa,
mentre precedentemente era festeggiata l’ultima domenica di febbraio.

In Italia, nel secondo dopoguerra, la giornata internazionale della donna fu ripresa e rilanciata dall’UDI (Unione Donne Italiane) associando nel contempo alla data dell’8 marzo l’ormai tradizionale fiore della mimosa.

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