Conosco una storia carina su una donna, ancora (per restare in tema) delle Mille e una notte, che ho letto sul libro scritto da una donna (Fatema Mernissi, l’harem e l’occidente,Giunti, 2006), di cui sono venuto a conoscenza, a sua volta, tramite un’altra donna…
E’ la storia della “Donna dal vestito di piume”.
Hassan, un bel giovane di Bassora, in una notte stellata nota da un’alta terrazza un grande uccello tuffarsi nel mare. Meravigliato, scopre che non si tratta di un enorme pennuto, ma di una splendida donna che, spogliata del suo abito di piume, nuota nuda nel mare. Il giovane se ne innamora immediatamente, e furtivo le ruba l’alato vestito, che cela in un posto segreto.
Privata delle ali, la donna è ora in suo potere. Hassan la ricopre di ricchezze, vestiti, ed amore. Si sposano ed hanno due figli; lei ricambia il suo sentimento.
Ormai sicuro che la donna non volerebbe più via da lui, Hassan abbassa la guardia e non si preoccupa di partire di tanto in tanto per alcuni viaggi per aumentare le proprie ricchezze. Un giorno in cui l’innamorato è via, però, la donna ritrova il suo vestito di piume, e, senza pensarci un momento, stringe al petto i suoi figli, e vola via.
Hassan al suo ritorno scopre che la donna non aveva mai smesso di cercare le proprie ali, e appena ritrovatole ha ripreso il volo. La sua perdita lo getta nella disperazione. Trova però un suo messaggio sul quale è scritto che se vuole rivederla la troverà con i figli all’isola di Wak-Wak.
Quest’isola non è però su nessuna carta geografica, e Hassan navigherà per tutta la vita per i sette mari (almeno nella versione orale, raccontata da donne di generazione in generazione) senza mai trovare, nè l’isola, nè la donna dal vestito di piume.
E’ con una certa meravigliata inquietudine che ritrovo sempre una certa verità in questo breve racconto.


















